«Ego che abbandoni, Dio che trovi».
Avviene nello spazio delle meraviglie, dove tutto è possibile perché lì si gode di una luce improvvisa che sa dare corpo alle trasparenze... un lampo di luce che precede il segno del tuono. Ma poi arriva il tuono con tutto il suo reboante fragore e lascia il suo dono. È perfetto e lo si deve raccogliere intatto nella sua sintassi, in una successione ordinata di perle su di un filo di seta: «frutto divino a umiltà terrena accade che la poesia sia».
sabato 31 gennaio 2026
venerdì 30 gennaio 2026
«Se mi dici: - Sante sei inconcepibile! - non mi offendo, ma ti devo dire, in tutta onestà, che la tua affermazione è sbagliata perché, in primo luogo, è falsa. Infatti, secondo ragione, io esisto ed io sono, perché i miei genitori mi hanno concepito ben sessantatré anni fa. Se poi intendi, con la tua espressione verbale, che io sia inimmaginabile non è il caso che ti interroghi sul perché ti manchi la fantasia?».
giovedì 29 gennaio 2026
«Nelle arti applicate la critica ammette e concede che con il cosiddetto sbuzzo ci si possa nascere. Nello scrivere, invece, no! I censori non vogliono ancora accettare che vi siano talentosità innate. Sdoganare la figura dello scrittore senza licenza o titolo, sarebbe come screditare tutto il lavoro fatto da chi, nessuno escluso, mondo accademico compreso, si è consumato, negli anni, gli occhi sui libri».
mercoledì 28 gennaio 2026
martedì 27 gennaio 2026
L'ordine della libertà negata è la mia ultima raccolta di aforismi - Lupi editore(giugno 2024)
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lunedì 26 gennaio 2026
domenica 25 gennaio 2026
sabato 24 gennaio 2026
giovedì 22 gennaio 2026
«Un professore di lettere dell’Università di Bologna, nel leggere i miei fraseggi, un giorno mi disse: Sante! Sono in verità aforismi, i tuoi scritti, anche se somigliano per brevità agli haiku giapponesi. Lì per lì, rimasi perplesso. Poi, compresi che aveva ragione su quella che sarebbe stata la mia futura inclinazione di aforista dai contenuti logici, filosofici e a tratti poetici. Sì! Folgorato da un’antica passione verso lo scrivere, avrei vissuto l’emozione del dire tanto con quel poco che mi è dato a disposizione».
mercoledì 21 gennaio 2026
martedì 20 gennaio 2026
«Mantenere il sorriso stampato sul proprio volto, non è sempre facile! La durezza della vita, volente o nolente, ci porta a vivere assieme alla gioia anche la sofferenza. In quei dolorosi frangenti vorremmo reagire ritirandoci ad una dimensione più familiare, intima e raccolta. Desidereremmo metterci alla finestra malinconici e in trasparenza guardare il mondo che, malgrado tutto, nel transitare ci attraversa».
lunedì 19 gennaio 2026
«In natura esistono endemismi, essenze che, con quelle particolari caratteristiche, possiamo trovare solo in quel determinato luogo. Solo lì e non là o altrove! Sono un valore aggiunto che va ad arricchire la cosiddetta biodiversità. Diversamente dalle specie pioniere, non colonizzano nuovi spazi. Sono, piuttosto, specie autoctone che, per preservarle dalla mano dell’uomo, Dio, spirito conservatore, ha voluto nascondere».
sabato 17 gennaio 2026
«C’è chi scrive e purtuttavia è considerato poco, forse perché scomodo. C’è chi scrive ed ha già pubblicato, nel suo piccolo, tanto, ma resta pur sempre, ai più, uno sconosciuto. C’è chi scrive e non ha bisogno di diventare per essere uno scrittore. È, punto e a capo. C’è chi scrive, nonostante tutto, perché così respira e resta in vita. C’è chi scrive, a giusta ragione, e non si dà pace finché non l’ha fatto. C’è chi scrive, ma la sua schiettezza viene scambiata per ingenuità: costola di un’espressione naïf. C’è chi, dopotutto e per fortuna, scrive e ama scrivere dello scrivere».
venerdì 16 gennaio 2026
giovedì 15 gennaio 2026
«In una biblioteca, agorà, luogo d’incontro deputato alla custodia del sapere e a volte, perché no, alla di nascita di amori insospettabili, tutti i libri posti a scaffale dovrebbero rispondere ad un ordine loro assegnato, ad eventuali richieste di prestito, proroghe e prenotazioni. Compito dell’operatore zelante, vigilare, altresì, sul corretto rientro di documenti prestati».
mercoledì 14 gennaio 2026
lunedì 12 gennaio 2026
«Chi non ha mai fatto dei numeri per amore? Delle cose che mai avrebbe escogitato, ma che in determinate circostanze, non sa come, è stato portato a farle? Si dice che in amore siamo ciechi e del resto, non è detto, e per fortuna, che quello che piace all’uno debba necessariamente piacere all’altra. Sì! All’incontro siamo ancora unici, singolari ed imperfetti. Non esiste, viva Dio, pertanto, una formula capace, un algoritmo, che risolva i problemi del cuore. Tuttavia, con questa mia ultima raccolta di fraseggi, Le lettere dei tuoi numeri – Aforismi d’amore e dintorni - Campanotto Editore -Udine, lontano dalla matematica del numero, cerco d’indagare, in un continuum di lettere per aforismi e sfarfallii poetici, i sogni più reconditi e i disegni più realisti che l’amore ci chiama a compiere».
domenica 11 gennaio 2026
sabato 10 gennaio 2026
«Mi spiace molto contrariare docenti zelanti e studenti secchioni, tuttavia, non mi stancherò mai di ripetere che lo scrivere ispirato non lo si apprende a scuola, perché è una sensibilità che non la si può acquisire per studio o per esperienze di vita sedimentate nel tempo. O ce l’hai o non ce l’hai! E, quando ce l’hai, è in grazia di un dono ricevuto».
venerdì 9 gennaio 2026
giovedì 8 gennaio 2026
mercoledì 7 gennaio 2026
martedì 6 gennaio 2026
lunedì 5 gennaio 2026
domenica 4 gennaio 2026
sabato 3 gennaio 2026
L'ordine della libertà negata è la mia ultima raccolta di aforismi - Lupi editore(giugno 2024)
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venerdì 2 gennaio 2026
«Tra i messaggi di fine anno che rimbalzano sul web c’è un proposito che campeggia in alta quota per l’anno appena iniziato: aver coraggio! Sì! va bene, però, come fare allora i conti con quanto è già stato detto da illustri uomini saggi che, lanciando il loro monito, asserivano: l’ardire non te lo puoi far venire? Gente! C’è di che meditare».
giovedì 1 gennaio 2026
«Con mio figlio Leonardo, quando viaggio in macchina, mi perdo a discorrere di parole, di etimi, di origini accertate o supposte. Del perché usiamo una parola in luogo di un’altra; del perché in quel luogo non esiste un determinato concetto e solo perché non nasce la parola che lo possa definire, determinare o rappresentare. Dunque, sempre solo parole a riempirci la bocca e a complicarci la testa; parole fatte di significati, sedimentati nel tempo ma anche nello spazio. Parole che purtroppo non sono ancora ad appannaggio dei timidi, troppo timorati dall’essere non all’altezza del ruolo che la vita a loro assegnato».




