«Il sistema potere non lo puoi pensare in maniera logica. Sostenuto dai suoi militanti di sempre, per circondarsi di idioti facilmente manovrabili, solleva dal proprio incarico chi fa uso di buona ragione».
Avviene nello spazio delle meraviglie, dove tutto è possibile perché lì si gode di una luce improvvisa che sa dare corpo alle trasparenze... un lampo di luce che precede il segno del tuono. Ma poi arriva il tuono con tutto il suo reboante fragore e lascia il suo dono. È perfetto e lo si deve raccogliere intatto nella sua sintassi, in una successione ordinata di perle su di un filo di seta: «frutto divino a umiltà terrena accade che la poesia sia».
venerdì 17 aprile 2026
giovedì 16 aprile 2026
«I loro occhi sono sbarrati su volti
incartapecoriti. Li saluti, ma difficilmente ricambiano il saluto. Puoi
considerarti già molto fortunato, quando ti annuiscono sollevando lievemente il
mento. Sono gli ospiti di una delle tante case di riposo. I più sono in
carrozzina e vivono in sala o in corridoio in mezzo al traffico di altre
carrozzine e deambulatori in movimento. A volte bisticciano tra di loro come i
bambini che si fanno i dispetti per la qualunque cosa. Come non comprenderli? Devono
ammazzare il tempo che avvertono interminabile, come lo sono i loro movimenti
nel portarsi, ad esempio, un semplice bicchiere d’acqua alla bocca. Prima di
pranzare o cenare, verso le ore 11.30/12.00 e verso ore 17.30/18.00, si mettono
in fila per andare in bagno; a quest’età funzione assai complicata da espletare
visto che i più debbono, dal personale strutturato, essere assistiti: preventivamente
imbracati e sollevati sulla verticale del water e poi adagiati sulla ciambella
del sanitario, grazie sempre all’ausilio di un sollevatore. Qualcuno più
fortunato è ancora autosufficiente. Guarda gli altri in difficoltà e pare ringraziare
Dio perché gli è stata riservata una diversa sorte».
martedì 14 aprile 2026
lunedì 13 aprile 2026
domenica 12 aprile 2026
«L’edera ha due prospettive: strisciare per terra a formare in un intreccio una sorta di fitto tappeto o arrampicarsi ad un tutore vivo o morto che sia grazie alle sue radici aeree avventizie. Conosco molti del genere cosiddetto umano che potrebbero riconoscersi in questa pianta dal portamento volubile».