«Per darti conto, ti scrivo alla lettera quanto hai fatto, quando non c’eri! Perché un domani tu non mi dica: “Dov’eri?”. C’ero, c’ero... Eccome! Ero lì dove tu anche se avessi voluto vedermi, ahimè, travolta dalle circostanze, non avresti potuto».
Avviene nello spazio delle meraviglie, dove tutto è possibile perché lì si gode di una luce improvvisa che sa dare corpo alle trasparenze... un lampo di luce che precede il segno del tuono. Ma poi arriva il tuono con tutto il suo reboante fragore e lascia il suo dono. È perfetto e lo si deve raccogliere intatto nella sua sintassi, in una successione ordinata di perle su di un filo di seta: «frutto divino a umiltà terrena accade che la poesia sia».
sabato 30 maggio 2026
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domenica 24 maggio 2026
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