Avviene nello spazio delle meraviglie, dove tutto è possibile perché lì si gode di una luce improvvisa che sa dare corpo alle trasparenze... un lampo di luce che precede il segno del tuono. Ma poi arriva il tuono con tutto il suo reboante fragore e lascia il suo dono. È perfetto e lo si deve raccogliere intatto nella sua sintassi, in una successione ordinata di perle su di un filo di seta: «frutto divino a umiltà terrena accade che la poesia sia».

domenica 7 giugno 2026

«Gli alberi alla bisogna sanno compartimentare! Isolano la ferita e creano del nuovo. I calli di cicatrizzazione lungo il tronco o sulle branche a formare delle “bugne” di nuovo tessuto, ne danno prova provata. E qui penso, tanto per citare un esempio, ai bellissimi faggi che possiamo incontrare nei nostri boschi, alla loro cinerea liscia corteccia intervallata da rigonfiamenti, proprio là dove un tempo ci poteva essere un ramo che gli eventi atmosferici, ma anche il carico antropico, potrebbero aver irreparabilmente falcidiato».

sabato 6 giugno 2026

«Non possiamo dire quanto l’amante veramente ami, possiamo però farci un’idea di quanto, a parole, la sua lingua consumi!».

venerdì 5 giugno 2026

«Mi sono perso la tua anima, forse perché distratto dalle tue avvenenze».

giovedì 4 giugno 2026

«Sollevati dal peso della parola, gli azzittiti si fanno sicura con la stessa catena che li tiene legati al palo».

mercoledì 3 giugno 2026

«Fredda e impersonale come un servo muto, la parola che non si lega ai sentimenti».

martedì 2 giugno 2026

«Ci sono giorni che avresti scritto di tutto e poi giorni che di quel tutto non avresti salvato niente; non per immodestia, ma per misurata consapevolezza».

lunedì 1 giugno 2026

«La sottigliezza di certe affermazioni dipende dall’intelligenza autorale: dalla trasparenza delle parole adottate, dall’enfasi messa in campo nel pronunciarle e da un pizzico d’innata equivocità espositiva».