Avviene nello spazio delle meraviglie, dove tutto è possibile perché lì si gode di una luce improvvisa che sa dare corpo alle trasparenze... un lampo di luce che precede il segno del tuono. Ma poi arriva il tuono con tutto il suo reboante fragore e lascia il suo dono. È perfetto e lo si deve raccogliere intatto nella sua sintassi, in una successione ordinata di perle su di un filo di seta: «frutto divino a umiltà terrena accade che la poesia sia».

giovedì 20 agosto 2026

«Germogliati in primavera e consumati dalla passione estiva, aspettarono che l’autunno fosse alle porte, per trovarsi, senza vergogna alcuna, nudi e giustificati».

mercoledì 19 agosto 2026

«Ci sono persone a te care che senti di dover chiamare, anche se non ti chiamano e solo perché sono molto discrete e temono di disturbarti. Persone a te vicine alle quali un qualcosa ti lega, in virtù di esperienze condivise in vite passate. Persone che, un po’ malinconiche, vorrebbero abbracciarti, ora, in questo momento, per sentire a pelle la tua vicinanza. Persone che sanno di poterti semplicemente pensare per sentirsi già un po’ meglio».

martedì 18 agosto 2026

«Empatia: pesi e contrappesi... A volte cose o gesti apparentemente inutili possono diventare necessari. Ecco che anche un piccolo fiore raccolto e donato al momento giusto può strappare un sorriso a chi non ha neanche più la forza di poter piangere».

lunedì 17 agosto 2026

«Rompere il silenzio. Uscire dall’impaccio. Accorciare le distanze. Scrivere una prima volta per dichiarare i propri sentimenti da coltivare e onorare senza lesinare. Gesti rivoluzionari di sempre che un uomo, almeno una volta nella vita, se vuole incontrare e affermare l’amore, deve augurarsi di poter fare».

domenica 16 agosto 2026

«Più del coraggio è la curiosità a svelarci, sulle dinamiche dei fatti, cose che non dovremmo vedere».

venerdì 14 agosto 2026

«Uno, due e tre; fante, cavallo e Re! Impensabile, oggi, farsi da sé».  

giovedì 13 agosto 2026

«Ti ho vista piena d’enfasi trasalire e poi scivolare pacificata sotto le lenzuola, come l'onda spogliata del suo impeto quando si restituisce al mare».