«Da quando sono in pensione, la mia settimana è diventata un fluire temporale scandito da una colazione, un pranzo, una merenda e una cena. Gli abiti indossati tra le mura domestiche, finiscono per essere gli stessi che infilo quando esco a fare il giro dell’isolato con la mia amata Polly. Il tempo, animato dai miei movimenti, definito dalle lancette delle ore, dei minuti e dei secondi, un bellissimo regalo dei miei ex colleghi, ora lo porto al polso. Non ha pile, è meccanico, e mi riconduce al mio amato Ottocento. Ora, cosa faccio nel mio tempo libero? Mi dedico ad un impegno responsabile: mi prendo tutta la libertà di scrivere quanto mi vien suggerito da una letteratura inedita».
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