Avviene nello spazio delle meraviglie, dove tutto è possibile perché lì si gode di una luce improvvisa che sa dare corpo alle trasparenze... un lampo di luce che precede il segno del tuono. Ma poi arriva il tuono con tutto il suo reboante fragore e lascia il suo dono. È perfetto e lo si deve raccogliere intatto nella sua sintassi, in una successione ordinata di perle su di un filo di seta: «frutto divino a umiltà terrena accade che la poesia sia».

martedì 24 febbraio 2026

«Chi mi conosce sa quante difficoltà io incontri nel redigere le lettere formali, quelle stilate secondo un preciso protocollo del “si dice” o “non si dice” perché non si può dire. Quelle lettere che iniziano con Gentile Sig./Sig.ra seguito da un “oggetto” un insieme di poche parole, un piccolo compendio, che verrà ripreso e sviluppato nel corso della stesura della stessa lettera. Quelle lettere ad uso ufficio, sterili e senza nessun spunto creativo. Quelle lettere che terminano con un Resto in attesa di un Vs. riscontro. I più cordiali saluti, con apposta firma in calce. Diciamolo, il più delle volte, sono lettere che non valgono il tempo che abbiamo speso per redigerle, tanto quanto il tempo che abbiamo impiegato per leggerle».

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