«Voglio conoscerti per l’odore che hai e non per il profumo che indossi».
Avviene nello spazio delle meraviglie, dove tutto è possibile perché lì si gode di una luce improvvisa che sa dare corpo alle trasparenze... un lampo di luce che precede il segno del tuono. Ma poi arriva il tuono con tutto il suo reboante fragore e lascia il suo dono. È perfetto e lo si deve raccogliere intatto nella sua sintassi, in una successione ordinata di perle su di un filo di seta: «frutto divino a umiltà terrena accade che la poesia sia».
sabato 28 febbraio 2026
venerdì 27 febbraio 2026
mercoledì 25 febbraio 2026
martedì 24 febbraio 2026
«Chi mi conosce sa quante difficoltà io incontri nel redigere le lettere formali, quelle stilate secondo un preciso protocollo del “si dice” o “non si dice” perché non si può dire. Quelle lettere che iniziano con Gentile Sig./Sig.ra seguito da un “oggetto” un insieme di poche parole, un piccolo compendio, che verrà ripreso e sviluppato nel corso della stesura della stessa lettera. Quelle lettere ad uso ufficio, sterili e senza nessun spunto creativo. Quelle lettere che terminano con un Resto in attesa di un Vs. riscontro. I più cordiali saluti, con apposta firma in calce. Diciamolo, il più delle volte, sono lettere che non valgono il tempo che abbiamo speso per redigerle, tanto quanto il tempo che abbiamo impiegato per leggerle».
lunedì 23 febbraio 2026
domenica 22 febbraio 2026
Rivolto non solo a chi è innamorato, ma anche a chi ancora non sa di esserlo. Ora, finalmente, è possibile acquistarlo anche on-line.
https://www.ibs.it/lettere-dei-tuoi.../e/9788845619182...
https://www.lafeltrinelli.it/lettere.../e/9788845619182...
sabato 21 febbraio 2026
venerdì 20 febbraio 2026
mercoledì 18 febbraio 2026
«Intrappolati nella grande rete che ammalia, aprire un varco ci è difficile, ma non impossibile. Prima che in cielo si faccia tardi, per allontanarci in un volo libero verso luoghi abitati da calma e trasparenza, dobbiamo, perciò, senza se e senza ma, recidere i fili della ragna del cacciatore meschino».
martedì 17 febbraio 2026
domenica 15 febbraio 2026
venerdì 13 febbraio 2026
«Hai visto mai che la natura abbia bisogno di progettare un giardino pensile? Vuoi un esempio? Fai un giro in centro storico e tira su lo sguardo. Conta il numero di gronde inerbite. Complici i piccioni che nidificano e il vento che solleva di ogni! Caso emblematico di una natura che si fa spazio dove può e come può. Poi, può anche capitare che qualche progettista del verde urbano, nell’installare delle bioarchitetture, voglia fare aggrappare il verde ai muri, inventandosi così i giardini verticali. Fantasiosi che pensano di poter chiamare l’Uomo Ragno per gli interventi periodici di manutenzione».
giovedì 12 febbraio 2026
Rivolto non solo a chi è innamorato, ma anche a chi ancora non sa di esserlo. Ora, finalmente, è possibile acquistarlo anche on-line.
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mercoledì 11 febbraio 2026
martedì 10 febbraio 2026
«So di doverle, se non tutto, molto. Mi aiuta nei momenti più difficili con soluzioni generose e semplici. Sulla soglia di casa, al mio ritorno, mi fa festa e mi chiama abbaiando: salta avanti e indietro e muove animatamente la coda. Sì, per chi non lo sapesse, la coda è l’estensione diretta del cuore del cane. Vogliamo poi dire dei suoi occhi? Ti sanno rapire, come la ragazza più bella di tutte al primo tentato corteggiamento. Le sue orecchie grandi e ricadenti la rendono, forse non unica, ma ammirevole. Polly, grazie di esserci».
lunedì 9 febbraio 2026
domenica 8 febbraio 2026
«Scrivo questo per un’amica che mi sta particolarmente a cuore... Un’amica che ora è molto triste; un’amica che ama i gatti e i cavalli, ma anche i cani; un’amica che ora vorrebbe essere altrove: in un’isola dove tutto vive anche quando muore; un’amica a cui voglio regalare un ombrello perché adesso fuori piove».
sabato 7 febbraio 2026
giovedì 5 febbraio 2026
lunedì 2 febbraio 2026
«L’umarel... Ieri sono andato a Forlì ed ho parcheggiato la mia vettura nella piazzetta Sante Solieri, davanti all’ingresso di Unibo delimitato da due vasi a cilindro vocati a canne di bambù. Ho percorso Via San Pellegrino Laziosi dove al n° 13, lì, dove adesso c’è un cantiere in corso, c’è stata, per decenni, la sede della Biblioteca Centrale Roberto Ruffiuli – Campus di Forlì, ora momentaneamente trasferita presso l’ex asilo Santarelli in via Caterina Sforza 45. Detto questo breve, ma necessario, preambolo, vi volevo raccontare la mia sorpresa nel vedere attraverso le sbarre della cancellata di ferro quello che resta del mio ufficio, visto e considerato che tutti gli uffici posticci, dunque non solo il mio, antistanti alla prima originaria struttura, mattone a vista, sono stati abbattuti. Bene! Demolito il fuori, il banco di accoglienza della mia postazione di lavoro, non dava più verso il corridoio interno, ma testimoniava ancora all’esterno, con la sua scritta PRESTITO in blu, la sopravvivenza di quello che era stato un mio servizio prestato a regolamentare i libri in uscita e in entrata».

