Avviene nello spazio delle meraviglie, dove tutto è possibile perché lì si gode di una luce improvvisa che sa dare corpo alle trasparenze... un lampo di luce che precede il segno del tuono. Ma poi arriva il tuono con tutto il suo reboante fragore e lascia il suo dono. È perfetto e lo si deve raccogliere intatto nella sua sintassi, in una successione ordinata di perle su di un filo di seta: «frutto divino a umiltà terrena accade che la poesia sia».

lunedì 9 marzo 2026

«Quasi non sente più ed è quasi cieca. Sulla base di quello che pensa le si possa chiedere, in cuor suo risponde. Parlo dell’eterno amore di una madre verso i propri figli; continuo esempio di una vitalità sopravvissuta ad un corpo martoriato dal peso degli anni».

sabato 7 marzo 2026

«Più di una casa, l’anima. Rifugio scavato nella pietra, quando fuori si fa notte ci è ideale a lume di candela».

giovedì 5 marzo 2026

«Maledetta paura della paura! Ti ha tenuta lontana dal mio esserti vicino».

mercoledì 4 marzo 2026

«Ha il vizio di assumere una cattiva abitudine, la fonte del diritto non scritta che si chiama consuetudine».

martedì 3 marzo 2026

 «Scrivere a chi serve e a che cosa serve se poi non ci si comprende? Se, al di fuori di ogni logica, per opportunità si equivoca? Credo che le parole, insieme, le une unite alle altre in fila indiana, possano ancora fare la differenza nel farci ricercare il luogo della verità: là dove si compongono la coerenza e la pertinenza del dire ciò che si prevede potrà accadere o ciò di fatto è già realmente accaduto».

lunedì 2 marzo 2026

«Una candela accesa, una preghiera ed uno spillo, basterebbero a far esplodere l’alterigia di certi palloni gonfiati».

domenica 1 marzo 2026

«Anime disperse... Mi hai giurato di non esserti mai mossa da sotto le tue lenzuola, ma io stanotte ti ho sentita quando, scalino dopo scalino, affranta mi dicevi: Non riesco a dormire».