«I miei occhi di allora... Il 01/03/1983, poco più che ventenne, entravo, con un prosaico Diploma di
Quinta Elementare (questo era il titolo di studio richiesto per concorrere),
all’ Università di Bologna come giardiniere all’Orto Botanico Ulisse Aldrovandi
in Via Irnerio 42. In una mano tenevo il Diploma di Perito Agrario e nell’altra
il Diploma di Giardiniere. Entravo nella prestigiosa Alma Mater con un concorso
che mi vedeva secondo in graduatoria, ma comunque sia sempre assegnatario di
uno di quei posti messi a concorso. La commissione d’esame mi chiedeva di fare
una margotta in un Ficus elastica. Operazione che con una certa maestria
realizzai! Sarei rimasto lì per otto anni; poi per altri due anni avrei
lavorato, con un gruppo di ricerca di Patologia Vegetale, presso le serre della
Facoltà di Agraria, in Via Filippo Re. Solo nel 1993 approdavo, in quello che
oggi è il Campus di Forlì, nella nascente Biblioteca Centrale Roberto Ruffilli.
Nulla mai avviene per caso, tutto quanto avviene risponde sempre ad una logica
di causa ed effetto. Difatti, negli anni a venire, mi sarei poi scoperto
aforista, poeta e scrittore. Avrei fatto coesistere nelle aiole del giardiniere
tanto i fiori quanto le parole scritte.
Nella quotidianità del mio lavoro, negli anni, dalla mia postazione di
reference e di punto prestito, ho sempre cercato, nell’offrire soluzioni ai
mille interrogativi postimi da ogni singolo utente, di dare senso critico,
unicità ed esemplarità al mio servizio. Sarà anche per questo che tutti gli
studenti mi conoscono, ancora anche a distanza di venti o trent’anni dal
conseguimento dei loro diplomi di laurea, mi ricordano e mi attribuisco la
responsabilità e il ruolo di Padre Fondatore.
A sessantatré anni, il 01/12/2025 andrò in pensione, ammirevole traguardo,
giacché con più di quarant’anni di servizio tutti prestati in UNIBO. Continuerò
a scrivere e a seminare fiori».