Avviene nello spazio delle meraviglie, dove tutto è possibile perché lì si gode di una luce improvvisa che sa dare corpo alle trasparenze... un lampo di luce che precede il segno del tuono. Ma poi arriva il tuono con tutto il suo reboante fragore e lascia il suo dono. È perfetto e lo si deve raccogliere intatto nella sua sintassi, in una successione ordinata di perle su di un filo di seta: «frutto divino a umiltà terrena accade che la poesia sia».

sabato 5 settembre 2026

«Lo sbuzzo è quella cosa che ce l’hai o non ce l’hai! Quell’intuito congenito; quella natura insita nell’essere: quel saper già fare senza aver bisogno d’imparare.  Quella cosa che gli accademici del pensiero, almeno una volta nella loro vita, dovrebbero avere la fortuna di poter incrociare».

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