«Confessione di un neopensionato... I miei familiari quando incontrano amici e conoscenti, ma anche parenti, ricevono l’invito perentorio di trovarmi qualcosa da fare, ora che sono in pensione. Ma io dico: perché tanta vostra ammirevole preoccupazione nei miei confronti? Io non mi annoio, di certo! Ogni mattina al mio risveglio ripasso tutte le tabelline, poi passo a identificare il giorno della settimana e vi confesso che non sempre è cosa semplice! Mi alzo, faccio colazione con il caffellatte dolcificato con il miele di castagno, pane, burro e confettura di prugne. Do un biscotto alla mia amata Polly e poi la porto fuori a fare i suoi bisogni. E non mi fermo qui; riassetto la mia camera da letto; in un suo angolo ho anche ricavato un piccolo spazio, tra l’armadio e la finestra, dove sul tavolo, fatto con due cavalletti e un piano di vetro, continuo a dedicarmi allo scrivere ispirato. Credo, in tutta onestà, se poi aggiungiamo anche la mia continua attenzione rivolta ai miei cari, che tutto questo possa bastare a non farmi sentire inutile».
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