Avviene nello spazio delle meraviglie, dove tutto è possibile perché lì si gode di una luce improvvisa che sa dare corpo alle trasparenze... un lampo di luce che precede il segno del tuono. Ma poi arriva il tuono con tutto il suo reboante fragore e lascia il suo dono. È perfetto e lo si deve raccogliere intatto nella sua sintassi, in una successione ordinata di perle su di un filo di seta: «frutto divino a umiltà terrena accade che la poesia sia».

giovedì 8 gennaio 2026

«L’uomo stanco mi ricorda una caldaia giù di pressione, quando manca l’acqua nell’impianto e l’inverno è alle porte».

mercoledì 7 gennaio 2026

«Sedurre è istigare a compiere un qualcosa che va contro ogni responsabile ragione. Specula e trama, chi seduce, non ama!». 

martedì 6 gennaio 2026

«Il poeta dipende dai sentimenti che prova: a discapito della ragione sceglie sempre l’emozione».

lunedì 5 gennaio 2026

«Guardando da che parte si siedono, capiamo da che parte stanno! Sarebbe vero, se non fosse che oggi, più di ieri, affermare questo, è un’ipotesi da sincerare di volta in volta». 

domenica 4 gennaio 2026

«Imitano gli animali feriti quando per proteggersi si isolano. Sono sempre in guerra, più che con gli altri, con se stessi. Nutrono una spiccata diffidenza verso chicchessia. Vivono, in buona sostanza, l’eterna notte come non vi fosse più giorno». 

sabato 3 gennaio 2026

L'ordine della libertà negata è la mia ultima raccolta di aforismi - Lupi editore(giugno 2024) 

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«Fintantoché sarai il principe degli idioti, non mi offendo se mi chiami idiota».


venerdì 2 gennaio 2026

«Tra i messaggi di fine anno che rimbalzano sul web c’è un proposito che campeggia in alta quota per l’anno appena iniziato: aver coraggio! Sì! va bene, però, come fare allora i conti con quanto è già stato detto da illustri uomini saggi che, lanciando il loro monito, asserivano: l’ardire non te lo puoi far venire? Gente! C’è di che meditare».

giovedì 1 gennaio 2026

«Con mio figlio Leonardo, quando viaggio in macchina, mi perdo a discorrere di parole, di etimi, di origini accertate o supposte. Del perché usiamo una parola in luogo di un’altra; del perché in quel luogo non esiste un determinato concetto e solo perché non nasce la parola che lo possa definire, determinare o rappresentare. Dunque, sempre solo parole a riempirci la bocca e a complicarci la testa; parole fatte di significati, sedimentati nel tempo ma anche nello spazio. Parole che purtroppo non sono ancora ad appannaggio dei timidi, troppo timorati dall’essere non all’altezza del ruolo che la vita a loro assegnato».