«C’è chi scrive e purtuttavia è considerato poco, forse perché scomodo. C’è chi scrive ed ha già pubblicato, nel suo piccolo, tanto, ma resta pur sempre, ai più, uno sconosciuto. C’è chi scrive e non ha bisogno di diventare per essere uno scrittore. È, punto e a capo. C’è chi scrive, nonostante tutto, perché così respira e resta in vita. C’è chi scrive, a giusta ragione, e non si dà pace finché non l’ha fatto. C’è chi scrive, ma la sua schiettezza viene scambiata per ingenuità: costola di un’espressione naïf. C’è chi, dopotutto e per fortuna, scrive e ama scrivere dello scrivere».
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