Avviene nello spazio delle meraviglie, dove tutto è possibile perché lì si gode di una luce improvvisa che sa dare corpo alle trasparenze... un lampo di luce che precede il segno del tuono. Ma poi arriva il tuono con tutto il suo reboante fragore e lascia il suo dono. È perfetto e lo si deve raccogliere intatto nella sua sintassi, in una successione ordinata di perle su di un filo di seta: «frutto divino a umiltà terrena accade che la poesia sia».

giovedì 22 gennaio 2026

«Un professore di lettere dell’Università di Bologna, nel leggere i miei fraseggi, un giorno mi disse: Sante! Sono in verità aforismi, i tuoi scritti, anche se somigliano per brevità agli haiku giapponesi. Lì per lì, rimasi perplesso. Poi, compresi che aveva ragione su quella che sarebbe stata la mia futura inclinazione di aforista dai contenuti logici, filosofici e a tratti poetici. Sì! Folgorato da un’antica passione verso lo scrivere, avrei vissuto l’emozione del dire tanto con quel poco che mi è dato a disposizione».

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